lunedì 13 dicembre 2010

domani in piazza contro il governo berlusconi

14 DICEMBRE 2010. SIAMO NOI A SFIDUCIARE IL GOVERNO.
PER ISTRUZIONE, LAVORO E DIRITTI

Il 14 Dicembre sarà votata dal Parlamento la fiducia al governo Berlusconi.
Fuori Montecitorio gli studenti, i lavoratori, i disoccupati, i migranti e tutti coloro che reclamano diritti e condizioni di vita economiche e sociali migliori, manifesteranno come in centinaia di altre piazze italiane per sfiduciare questo governo che ha segnato sicurame...nte il momento più basso della politica nella storia repubblicana del nostro paese.

Ad essere condannate sono le dissennate scelte politiche di questo governo, a volte appoggiate trasversalmente anche da chi oggi vorrebbe reinventarsi come opposizione o addirittura come alternativa al Berlusconismo.

Politiche neoliberiste in continuità con le scelte dei Governi degli ultimi vent'anni, sia di centrodestra che di centrosinistra, che hanno peggiorato le nostre condizioni di vita, annullato i diritti civili e che hanno apportato tagli insostenibili al welfare, giustificate a volte con l'alibi della crisi economica mondiale altre volte con la lotta al terrorismo.

Il governo Berlusconi sta per cadere, o forse è già caduto; a prescindere dal voto parlamentare del 14 dicembre, il “berlusconismo” va sempre più sgretolandosi sotto i colpi degli scandali sessuali, della corruzione dilagante, della cattiva gestione politica e sociale del Paese. Fatti che hanno accompagnato e accompagnano la vita di questa legislatura e purtroppo di tutti i cittadini.

In questo contesto Berlusconi, Tremonti e la Gelmini vogliono sferrare l'attacco mortale all'Università pubblica e a tutta l'istruzione statale. Già nel 2008 il Governo ha tagliato 8 miliardi e mezzo di euro a scuola (7 miliardi) e università (1,5 miliardi). Gli effetti disastrosi di questi tagli si sono concretizzati negli ultimi due anni con licenziamenti, mancanza di servizi, classi sovraffollate, numeri chiusi, test d'ingresso a pagamento, eliminazione delle borse di studio (taglio del 90%), aumenti delle tasse universitarie. Ma è la Riforma dell’Università che darà il colpo di grazia attraverso lo svuotamento della democrazia interna agli Atenei, l’ingresso dei privati (almeno il 40%) nei consigli d’amministrazione, lo svilimento della ricerca, la precarizzazione ulteriore di ricercatori e dottorandi.
Il movimento degli studenti e dei ricercatori, attraverso le azioni di lotta degli ultimi mesi, è riuscito a posticipare continuamente la votazione definitiva della Riforma ma è solo la caduta del Governo che può definitivamente bloccare il processo di smantellamento dell’Istruzione pubblica.

Ma non è solo per gli attacchi al sapere ed alla formazione pubblica che questo Governo deve andare a casa.

Attacchi ai diritti del lavoratori.
Questo governo è responsabile delle più disastrose politiche in tema di lavoro e welfare.
Da un lato attacca il Contratto Collettivo Nazionale, unico garante dell’uguaglianza dei diritti fondamentali dei lavoratori, e appoggia le scelte aziendali di Marchionne, amministratore delegato della FIAT, volte a demolire i diritti costituzionali dei lavoratori, ad annullare il potere contrattuale dei sindacati e ad avviare progressivamente la delocalizzazione della produzione.
Dall’altro il Governo, come quelli precedenti, continua ad alimentare la precarietà lavorativa, diventata misura dell’esistenza delle giovani generazioni. Pacchetto Treu, Legge 30 e il recente “collegato lavoro” sono gli strumenti giuridici che centrodestra e centrosinistra hanno consegnato ai datori di lavoro per risparmiare sui costi e costringere ad un futuro precario milioni di giovani.
Come se non bastasse il Governo continua a regalare soldi a banche e grandi imprese che piuttosto di assumere producono licenziamenti e cassa integrazione. La situazione è gravissima. Più di 1 milione di persone hanno perso negli ultimi mesi il posto di lavoro e il tasso di disoccupazione giovanile ha raggiunto al sud il 34% . Per non parlare di pensioni: l’inps si è rifiutata di pubblicare i dati sulle pensioni dei lavoratori della nostra generazione per paura “di provocare sommosse popolari.



Privatizzazione dei servizi pubblici.
Le politiche neoliberiste di questi decenni hanno permesso la svendita ai privati di servizi e beni comuni fondamentali per la crescita di una società giusta ed eguale. Vi è in atto una gestione privatistica dell'erogazione di numerosi servizi, tra cui le risorse idriche, i trasporti, la sanità, il sapere.
Tali politiche hanno come conseguenza principale un innalzamento dei costi e di conseguenza l’esclusione da tali servizi delle fasce meno abbienti a cui non viene garantito neanche il diritto alla casa e se migranti neanche il diritto di stanziarsi nel territorio senza essere sgomberati sistematicamente.

Tagli alla cultura.
La scelta di tagliare, nell’ultima finanziaria, le risorse alla cultura (scuole di cinema, teatri, fondazioni culturali ecc.) è mirata ad un progetto di distruggere qualunque forma di pensiero critico e creativo sostituiti dalla tv tuttofare, tribuna politica e varietà contemporaneamente; insieme al taglio dei fondi di tutela dei nostri beni culturali, esse rappresentano una scelta miope e perdente che seppellisce sotto le macerie il nostro patrimonio artistico culturale. Le grandi proteste delle categorie sociali (attori, musicisti ) dimostrano il crescente malcontento nei confronti di questo governo.
Pompei è crollata, gli attori scioperano, il teatro piange e la cultura sembra essere diventata un optional.

Omofobia.
Questo è il governo che con dichiarazioni dirette e indirette del presidente del consiglio esprime una cultura omofobica e di disprezzo nei confronti del “diverso” che non è stata sufficientemente condannata né dalla pseudo nuova destra né da un opposizione che sembra aver dimenticato le questioni di genere e la comunità GLBT.
Gli attacchi intellettuali e talvolta squadristi a lesbiche, gay, bisessuali e trans non si contano e avvengono nel totale silenzio delle forze dell’ordine.

Razzismo.
Questo è il Governo della Lega Nord che ha fatto la sua fortuna politica alimentando le paure e gli istinti più bassi della società italiana. Le dichiarazioni razziste sono all’ordine del giorno e purtroppo, troppo spesso, si trasformano in atti concreti ed anche legislativi. La legge Turco Napolitano prima e la Legge Bossi Fini e il Pacchetto Sicurezza oggi hanno alimentato il razzismo di Stato, la discriminazione del migrante e la falsa e strumentale equazione migrante-criminale.
I migranti vengono respinti in mare nel Canale di Sicilia, rinchiusi nei nuovi lager (CIE) e incarcerati solo perché hanno deciso di cercare un riscatto sociale nel nostro Paese.
Sembrano miraggi i diritti civili, i diritti di cittadinanza, il diritto al voto o semplicemente il normale trattamento lavorativo.

Falsa sicurezza.
Questo Governo ha alimentato i suoi consensi dicendo di incrementare la sicurezza. Tutti gli spot si sono tramutati in tagli alle forze dell’ordine e nella militarizzazione delle nostre città attraverso inquietanti ronde di carabinieri e militari. La sicurezza che vogliamo non è quella armata ma quella sui posti di lavoro, nelle nostre scuole ora inagibili, nelle nostre città costantemente in pericolo idrogeologico e sismico.

Guerra
Mentre il Paese collassa nella crisi economica e tutti soffrono per i tagli alla spesa sociale, Berlusconi aumenta le spese militari e conferma le missioni di guerra all’estero. Mentre si tagliano 8,5 miliardi di euro all’istruzione, il Governo acquista 131 cacciabombardieri per una spesa complessiva di 14 miliardi di euro.


Siamo studentesse e studenti indignate/i nei confronti dell’attacco al nostro diritto al futuro. Un attacco generalizzato al mondo del lavoro, del sapere e dei beni comuni.
Insieme ai lavoratori, ai migranti, ai disoccupati, a chi è stato picchiato dalla polizia perché manifesta, a chi non può scendere in piazza perché ricattato reclamiamo il nostro diritto alfuturo. Hanno tentato di isolarci, di dividerci, di metterci ai margini della società ma abbiamo sempre resistito ed oggi vogliamo lottare insieme per costruire l’alternativa.
Ci mobilitiamo perché vogliamo riprenderci i nostri Diritti, per un futuro all’altezza dei sacrifici fatti, anche per noi, dalle generazioni precedenti.
L’attacco che subiamo dal Governo Berlusconi e da questa opposizione inadeguata nelle scuole e nelle università è lo stesso che è portato da Confindustria a Pomigliano, lo stesso che subiscono i campani sommersi dai rifiuti ed è lo stesso subito dai terremotati aquilani le cui case e strutture pubbliche sono crollate per anni di corruzione politico-imprenditoriale.

La sera del 14 dicembre Berlusconi potrebbe aver ottenuto la fiducia o meno.
Comunque vada ci sarebbe poco da festeggiare per una partita giocata all’interno delle stanze dei bottoni. Non pensiamo che il trionfo della democrazia e dell’alternativa si abbia con biechi baratti politici che umiliano le istituzioni e tutti i cittadini.

Contro il malgoverno del paese chiediamo unità dei conflitti e delle lotte. In un momento politico così cruciale non può e non deve passare l’idea che basta una fiducia o una sfiducia a migliorare lo stato del Paese. Deve riemergere la politica dal basso, quella fatta dagli studenti, dai lavoratori, dagli emarginati.

Il 14 Dicembre scenderemo in piazza per sfiduciare il governo, la destra delle imprese e l’opposizione parlamentare complice della corruttela dilagante, dello smantellamento dello stato sociale, dell’annullamento dei diritti, della mercificazione delle nostre vite e di tutti i beni comuni.


CORTEO ORE 9 PIAZZA ROMA – DALLE ORE 13 PIAZZA UNIVERSITA’

Per adesioni: movimentostudentescocatania@gmail.com




Promuove: MOVIMENTO STUDENTESCO CATANESE

Aderiscono: Giovani Comuniste/i, FGCI, Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti italiani, Collettivo Dugonghi goliardici, RadiOkupe, Red Militant, Rete Antirazzista Catanese, Cobas, Città Felice, Resistenza Viola Catanese, Officina Rebelde, Centro Open Mind GLBT, PMLI Catania, Arci Catania

giovedì 9 dicembre 2010

corteo: libertà di movimento per i cittadini diversamente abili


































Sabato 11 dicembre il circolo Città Futura del PRC e il PDCI di Catania promuovono un corteo, con concentramento alle 11,00 a piazza Roma, per denunciare le penose condizioni della mobilità nella nostra città, che vedono soccombere, innanzitutto, i cittadini più deboli: come i diversmente abili, che restano quotidianamente prigionieri delle loro abitazioni per tutta una serie di abitudini incivili maturate dai cittaini catanesi e, soprattutto, per la totale inadeguatezza delle amministrazioni comunale e provinciale.
Per un paio d'ore riprendiamoci la città con bici, passeggini, a piedi, in carrozzella, con fischietti, bandiere, striscioni. Colmiamo il vuoto di opposizione che il Pd catanese esprime con i suoi balbettanti esponenti.
Vi aspettiamo numerosi, rumorosi, festanti ed agguerriti. Diffondete, partecipate, divulgate.
Il corteo si snoderà per viale Regina Margherita e per via Etnea, per concludersi in piazza Università.



I disabili a Catania, sono circa 1.500, ma  non se ne vede in circolazione neanche uno!
Barriere architettoniche e auto parcheggiate sui marciapiedi li costringono a rimanere chiusi in casa.
I parcheggi riservati ai disabili sono un numero irrisorio e spesso sono realizzati con una logica incomprensibile (come, ad es., lo sbarco sui paletti del parcheggio per disabili presso la ASL di via Cimarosa).
Da anni le associazione dei disabili segnalano queste disfunzioni all’amministrazione comunale
Ma Sindaco, Assessori e Polizia Municipale non fanno nulla!
Per il sindaco Stancanelli e per il centro destra i disabili sono cittadini  invisibili.

La Federazione della Sinistra avanza precise PROPOSTE per rendere più civile la nostra città:

1) Proteggere i marciapiedi con paletti, per impedire il parcheggio selvaggio delle autovetture e consentire così a disabili, pedoni, bambini, anziani e mamme con il passeggino di passeggiare tranquillamente;

2) Aumentare il numero degli stalli di parcheggio per disabili, soprattutto nelle zone di maggiore frequentazione (in prossimità di via Etnea, di Piazza teatro Massimo, di Piazza Università, delle strutture sanitarie dei centri medici e così via) per restituire a tutti i cittadini la libertà di passeggiare, di socializzare, di vivere la città;

3) Abbattimento delle barriere architettoniche in tutti i palazzi sede di uffici pubblici (ad es. l’ufficio del Difensore Civico, ubicato in via Etnea accanto al bar “Caprice”, è totalmente inaccessibile ai disabili);

4) Utilizzazione dei fondi FAS regionali per finanziare progetti di adeguamento del territorio alle esigenze dei disabili.


prossimi appuntamenti con il GAP



















L'ultimo appuntamento del 2010 con il gruppo di acquisto popolare città futura si terrà domenica 12 dicembre, dalle ore 10,30 alle 13, presso la sede di via Conte di Torino, 29/i, Catania.
Troverete nuovi prodotti "festivi", tra cui ottime mandorle sgusciate di Raffadali.
Il GAP ritornerà domenica 9 gennaio 2011.

martedì 7 dicembre 2010

l'esempio di felicia

















Il PRC siciliano parteciperà alle iniziative previste a “CasaMemoria Felicia e Peppino Impastato” per ricordare Felicia che ci ha lasciato il 7 dicembre 2004, dopo una vita che costituisce un simbolo straordinario delle scelte di rottura, civile e culturale, necessarie per  la nostra terra.
La memoria di quell'esperienza  è tanto più preziosa in questo tempo difficile,  in cui la presenza mafiosa ritorna  in forme diverse ma  ugualmente oppressive e ugualmente funzionali alla conservazione degli assetti di potere politici ed economici.
Non è un caso che la vicenda umana di Felicia e Peppino sia diventata un simbolo universale per chi si batte contro ogni  sopraffazione, per una prospettiva  di giustizia e solidarietà, per una società radicalmente diversa. Andiamo a Cinisi il 7 dicembre, così come ogni 9 maggio, nel giorno dell'uccisione di Peppino, con l'impegno a valorizzare il ricordo nelle lotte dell'oggi.

Luca Cangemi
segretario regionale PRC

giovedì 2 dicembre 2010

Fare luce e pulizia sull'Istituto Autonomo Case Popolari di Catania

Da molti anni la gestione dell’Istituto Autonomo Case Popolari di Catania rappresenta uno degli esempi peggiori di come, nella nostra città, settori essenziali della pubblica amministrazione siano piegati a interessi che nulla hanno a che fare con quelli dei cittadini e in particolare delle fasce sociali più deboli, che dovrebbero tutelare.
Esiste, come già denunciato da esponenti della federazione della sinistra, una relazione di  tre ispettori regionali che squaderna un impressionante contesto, che ruota attorno al direttore  generale Schilirò, di atti illegittimi e ingiustificabili, di favoritismi, di spese assurde.
Particolarmente gravi appaiono le ombre sull’assegnazione degli alloggi dell’istituto, in una città in cui l’emergenza abitativa costituisce uno dei problemi sociali più rilevanti.
Siamo di fronte ad un articolato sistema, che piega importanti funzioni pubbliche a interessi particolari e alla costruzione di un consenso ai ceti politici dominanti, veri responsabili di questa situazione.
La città ha il diritto di sapere la verità fino in fondo e di cambiare pagina.
 
Circolo Città Futura
Partito della Rifondazione Comunista - federazione della sinistra