martedì 11 gennaio 2011

scuola: il vergognoso reclutamento etnico dei docenti spezza il paese

















Ritorna più forte il tentativo di imporre le proposte leghiste per la territorializzazione del reclutamento dei docenti. Lo strumento individuato è quello di albi regionali finalizzati a sbarrare la strada ai docenti del Sud.
Siamo di fronte a un tentativo di gravità inaudita che colpisce fondamentali diritti del lavoro e mira a spezzare il sistema dell’istruzione, cioè il principale elemento di unità del paese.
Il cosiddetto federalismo mostra definitivamente il suo vero volto: razzista e nemico dei lavoratori.
Le motivazioni proposte per giustificare un provvedimento contrario ai più elementari principi di civiltà sono del tutto fasulle. Il problema della continuità didattica, che non è presente solo al nord, può essere affrontato solo con un corpo docente stabile (e lo stesso discorso vale per il personale ATA). Ciò si può fare solo risolvendo il problema del precariato, con l’immissione in ruolo dei lavoratori e delle lavoratrici usati come tappabuchi da anni.
Facciamo un forte appello perché già nei prossimi giorni si sviluppi una forte mobilitazione per fermare queste indecenti proposte e per difendere l’istruzione pubblica .

Luca  Cangemi
Segretario Regionale Rifondazione Comunista

domenica 9 gennaio 2011

Sì ai diritti, No ai ricatti. La società civile con la Fiom

Appello a sostegno della Fiom e dello sciopero generale,
firma anche tu
















Il diktat di Marchionne, che Cisl e Uil hanno firmato, contiene una clausola inaudita, che nemmeno negli anni dei reparti-confino di Valletta era stata mai immaginata: la cancellazione dei sindacati che non firmano l’accordo, l’impossibilità che abbiano una rappresentanza aziendale, la loro abrogazione di fatto. Questo incredibile annientamento di un diritto costituzionale inalienabile non sta provocando l’insurrezione morale che dovrebbe essere ovvia tra tutti i cittadini che si dicono democratici. Eppure si tratta dell’equivalente funzionale, seppure in forma post-moderna e soft (soft?), dello squadrismo contro le sedi sindacali, con cui il fascismo distrusse il diritto dei lavoratori a organizzarsi liberamente.
Per questo ci sembra che la richiesta di sciopero generale, avanzata dalla Fiom, sia sacrosanta e vada appoggiata in ogni modo. L’inaudito attacco della Fiat ai diritti dei lavoratori è un attacco ai diritti di tutti i cittadini, poiché mette a repentaglio il valore fondamentale delle libertà democratiche. Ecco perché riteniamo urgente che la società civile manifesti la sua più concreta e attiva solidarietà alla Fiom e ai lavoratori metalmeccanici: ne va delle libertà di tutti.

Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Margherita Hack

Primi firmatari: don Andrea Gallo, Antonio Tabucchi, Dario Fo, Gino Strada, Franca Rame, Luciano Gallino, Giorgio Parisi, Fiorella Mannoia, Ascanio Celestini, Moni Ovadia, Lorenza Carlassarre, Sergio Staino, Gianni Vattimo, Furio Colombo, Marco Revelli, Piergiorgio Odifreddi, Massimo Carlotto, Valerio Magrelli, Enzo Mazzi, Valeria Parrella, Sandrone Dazieri, Angelo d'Orsi, Lidia Ravera, Domenico Gallo, Marcello Cini, Alberto Asor Rosa, don Paolo Farinella


firma on line l'appello

giovedì 6 gennaio 2011

graduatorie scuola: continuiamo a lottare

















Passo indietro del governo sul congelamento delle graduatorie, ma il pericolo resta.

Improvvisamente, modificando quanto deciso in precedenza, il governo ha tolto dal testo del decreto “milleproroghe” il congelamento delle graduatorie dei precari della scuola.
Oltre che dalla confusione normativa che sempre ha caratterizzato l’azione di questo governo sulla scuola, la manovra probabilmente nasce dall’esigenza di temporeggiare, di fronte alle incerte sorti del “milleproroghe” e alle complicazioni che potrebbero nascere considerato il vasto contenzioso giurisdizionale aperto sulle graduatorie.
Il pericolo però non è per nulla svanito, da più parti si annuncia, infatti, la riproposizione delle graduatorie congelate, forse già con un emendamento durante la conversione in legge del decreto.
C’è poi, da aggiungere che il governo non sa cosa fare sul cosiddetto salvaprecari, giacché gli effetti dei tagli, contrariamente a quanto affermato dalla propaganda gelminiana, perdurano e si aggravano. Ed anche questo sarà un capitolo assai complicato che può incrociarsi con la questione delle graduatorie.
E’ quindi necessaria una forte mobilitazione che tenga alta l’attenzione sul problema del precariato nella scuola e chieda non solo che non siano ulteriormente colpiti i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, ma che finalmente si persegua una soluzione generale di stabilità che è indispensabile per il sistema pubblico dell’istruzione.

Luca  Cangemi
Segretario Regionale Rifondazione Comunista

mercoledì 5 gennaio 2011