lunedì 11 aprile 2011

no al governo lombardo, sciogliere subito l'assemblea regionale siciliana

I risultati al termine delle indagini preliminari dell’inchiesta Iblis rendono - come era già chiaro da tempo - politicamente insostenibile la posizione del presidente della regione. Il pesante quadro di un complesso sistema politico-affaristico-mafioso grava sulla Sicilia come un’ipoteca terribile. Da tempo la federazione della Sinistra ritiene che elementari ragioni impongano di chiudere l’esperienza dei governi Lombardo, di porre termine a una legislatura dell’Ars che non ha più alcun requisito di legittimità e di riconsegnare la parola ai cittadini e alle cittadine. Ciò finora non è stato possibile innanzitutto per la gravissima responsabilità che si è assunto il Pd, tradendo la volontà degli elettori. Oggi di fronte a questa difficile fase che si apre, mentre la Sicilia è esposta a eventi di straordinaria gravità, rilanciamo questi obiettivi e una straordinaria mobilitazione per costruire una stagione di cambiamento.
Il coordinamento regionale della federazione della Sinistra - Sicilia

sabato 9 aprile 2011

migranti: oggi raccolta alimenti e altri prodotti, domani distribuzione a mineo

















Sì all’accoglienza dei migranti ed alla smilitarizzazione della Sicilia

Contro la guerra ed il razzismo
No al centro per richiedenti asilo di Mineo
A Lampedusa si sperimentano le nuove politiche segregazioniste del ministro Maroni e gli ultimi naufragi dimostrano la volontà omicida dei governi della fortezza Europa. Il Villaggio degli aranci (abbandonato dai militari USA di stanza a Sigonella) a Mineo, di proprietà della Pizzarotti Spa di Parma, è stato trasformato in un lager dove recludere 2000 tra richiedenti asilo (sradicati dai Cara del resto d’Italia e lì deportati) e migranti fuggiti dalla Tunisia.
Dalla Sicilia bisogna ricostruire la solidarietà internazionalista fra tutte le vittime della globalizzazione e le sue devastanti politiche di guerra, razzismo e morte, imparando dall’esempio delle rivolte popolari in Nordafrica.
Domenica 10 aprile
dalle ore 10 alle 14  presidio di fronte al Villaggio degli Aranci -Mineo
con animazione, musica, giochi e distribuzione dei generi di prima necessità raccolti

venerdì 8 aprile 2011

sabato 16 aprile incontro con annamaria rivera e cena sociale



































sabato 16 aprile, alle 19,30, presentazione del libro di annamaria rivera "spelix. storie di gatti, di stranieri e di un delitto" (edizioni dedalo)

ne discutono con l'autrice: maria giovanna italia (presidente arci catania) e pina la villa (redazione girodivite e ddf - donne, discorsi, filosofe)
intervengono: emma baeri (storica), barbara crivelli (rete antirazzista), ivana ioppolo (redazione rebus magazine)...

segue CENA SOCIALE, cuscus, tante specialità mediterranee e buon vino locale a prezzi popolari

mercoledì 6 aprile 2011

continua la solidarietà con i migranti: raccolta alimenti e altro

domenica per la pace e di solidarietà con i migranti


















Continua l'iniziativa di solidarietà con i migranti; anche questo sabato, 9 aprile, dalle ore 17 alle 19, presso la sede del circolo città futura, via gargano, 37, catania, si effettua la raccolta di generi di prima necessità, che saranno consegnati domenica mattina, in coordinamento con le associazioni antirazziste catanesi, ai migranti che si trovano al villaggio degli aranci di mineo. Poiché sono presenti a mineo un gruppo di donne e bambini, per la raccolta di sabato sono richiesti:
indumenti leggeri per donne e bambini,
ciabatte e infradito (tutte le misure),
prodotti per l'igiene (bagnoschiuma, shampo, sapone tipo marsiglia, assorbenti igienici, ecc...)
acqua in bottiglie,
latte,
alimenti preconfezionati (biscotti, merendine, pane sottovuoto, crackers, ecc. tutto senza presenza di strutto).
Non si raccolgono altri generi oltre a quelli elencati, grazie a tutte e tutti.

martedì 5 aprile 2011

10 aprile, il té della domenica






















domenica 10 aprile, dalle 17, al circolo città futura, via gargano, 37, catania, il tè della domenica, un pomeriggio di socialità e cultura con té, tisane e dolci casalinghi, con:
"la bottega della poesia": letture di nino meli e gaetano privitera
"eppure soffia ancora…": fotografie di alberta dionisi, testi di daniela di dio
"gap sala da té": miele, conserve, liquori e... libri
è disponibile anche il libro di annamaria rivera "spelix", che sarà presentato al circolo sabato 16 aprile alle 19,30.

lunedì 4 aprile 2011

venerdì 8 aprile sportello consulenza legale








Da venerdì 8 aprile, presso la sede del circolo Città Futura, via Gargano 37, Catania, dalle ore 17 alle 19, sarà attivo lo sportello di assistenza e consulenza legale.
Le date successive saranno venerdì 13 maggio e venerdì 27 maggio.

In particolare, sarà possibile aderire all'azione legale verso la Sidra, per ottenere la restituzione del canone fognario e di depurazione indebitamente riscosso, come riconosciuto dalla sentenza n°335/2008 della Corte Costituzionale.

domenica 3 aprile 2011

i fili spinati della nostra mediocrità, di annamaria rivera















Di fronte all'esodo, del tutto prevedibile, di alcune migliaia di migranti e profughi non potrebbe essere più indegna la farsa che si recita nell'infelice paese in cui è ci dato vivere, ormai padanizzato da Nord a Sud, con poche eccezioni. E stridente è il contrasto fra la nobiltà della primavera araba e la miseria delle italiche risposte all'esito scontato e secondario di questa straordinaria svolta storica: nient'altro che caos, disumanità, allarmismo sociale, competizione fra egoismi istituzionali, campi di concentramento, filo spinato, minacce di rimpatri collettivi, ronde "spontanee" e caccia ai fuggitivi perfino nell'ospitale Puglia. La giovane talpa ha ben scavato: il mélange mostruoso fra nazismo leghista, cinismo individualista e proprietario, provincialismo gretto e inconsapevole si mostra oggi come la biografia più autentica della nazione. Siamo il paese che è incapace o rifiuta di costringere alle dimissioni il suo despota mediocre, compagno di merende e di bunga-bunga dei tiranni travolti dalle rivoluzioni: uno che, dopo l'apocalisse giapponese, ha l'ardire di chiamare "tsunami umano" l'arrivo dei profughi. E dunque, con coerenza, ne esprimiamo a livello istituzionale e sociale gli atteggiamenti, i tic, gli umori indecenti. All'opposto e non per caso, l'eroismo e la generosità collettivi che hanno guidato la sollevazione tunisina si sono riflessi nella solidarietà, nell'altruismo, nella serena naturalezza con cui le popolazioni poverissime dei villaggi di confine - e le stesse istituzioni tunisine - hanno accolto l'arrivo di quasi 150mila profughi dalla Libia: in un paese di appena 10 milioni e mezzo di abitanti, in una fase di difficilissima transizione politica, sociale, economica.Da noi - paese di più di 60 milioni di abitanti - sono bastati 20mila arrivi per innescare il ciclo perverso e cialtronesco del quale abbiamo detto, che va dall'insipienza e il caos alla loro strumentalizzazione allarmistica; dal disagio e rifiuto popolari al rimpallo di responsabilità fra istituzioni. E' d'obbligo aggiungere che solo in apparenza è meno disgustosa la Francia che a Ventimiglia ricaccia oltre il confine i tunisini: per riscattare l'onore perduto, si fa per dire, Sarkozy e soci, anch'essi ex compagni di merende di Gheddafi e grandi protettori di Ben Ali, all'accoglienza e alla solidarietà preferiscono i bombardamenti "umanitari".Eppure in tutto questo non v'è alcun vincolo oggettivo, piuttosto volontà perverse o inettitudini soggettive.Per parlare solo del livello istituzionale, onde garantire ai migranti il trattamento degno di un paese civile basterebbe realizzare un piano di ospitalità diffusa, organizzata per piccoli gruppi, e soprattutto emanare un decreto per la protezione temporanea, perfettamente prevista dalle norme attuali. Il che, fra l'altro, permetterebbe ai migranti di transitare nei paesi europei e di raggiungere la Francia o la Germania, cioè le loro mete reali, aggirando così il "blocco" di Ventimiglia. E' quel che chiede la miriade di associazioni per la difesa dei diritti dei migranti, a partire dall'Arci. In modo assai più ambiguo, la protezione temporanea è evocata anche dal Pd, che però non resiste alla tentazione di chiedere altresì un "accordo con la Tunisia per gestire lo stop agli arrivi e la programmazione dei rimpatri". Forse ignorano, i "democratici", che in tal modo tradiscono la volontà e lo spirito della primavera araba, esemplificati di recente dalla dichiarazione del Forum economico e sociale della Tunisia. Il Forum chiede al proprio governo esattamente l'opposto: rifiutare "la richiesta delle autorità italiane riguardo al rimpatrio di massa e obbligatorio degli immigrati" e "interrompere l'attuazione degli accordi sulle questioni migratorie, stipulati con l'ex regime dittatoriale".Ma i nostri son duri di comprendonio. Ancora non hanno capito che la libertà per la quale i giovani tunisini ed egiziani, forse anche i libici, hanno lottato e lottano è anche libertà di movimento. I giovani rivoltosi che hanno sperimentato virtualmente il diritto alla mobilità - con blog, facebook e altre reti sociali - che perciò già ora si sentono parte di una comunità globale senza frontiere, non accettano più (ammesso che l'abbiamo mai accettato) il confinamento coatto entro i recinti nazionali. Con le loro rivoluzioni essi hanno decretato di essere parte quanto meno di un'unica regione euromediterranea. Di sicuro le ragioni che li spingono a mettere a rischio la vita imbarcandosi nelle solite carrette del mare sono molteplici quanto le biografie di ciascuno. Per molti giovani proletari tunisini la transizione, con il crollo del settore del turismo e del suo vasto indotto informale, significa perdita di lavoro e reddito, impossibilità di mantenere la famiglia. Per altri di loro, essa rappresenta, con l'allentamento della sorveglianza poliziesca, l'occasione per realizzare finalmente il progetto migratorio che avevano nel cassetto. Per molti partire, andare a vedere che c'è sull'altra sponda, è semplicemente il corollario della libertà conquistata con la sollevazione.Pensare di costringere tali aspirazioni entro i fili spinati della nostra mediocrità pigra e incattivita, del nostro egoismo inetto a provinciale, è semplicemente dissennato poiché va nella direzione opposta a quella dei desideri collettivi altrui e del movimento storico. Già ora nei recinti di filo spinato si aprono squarci e vie di fuga. E a proposito: perché noi, i veri "volenterosi", non ci armiamo di cesoie, reali oltre che simboliche, per incoraggiare il corso della storia?

Annamaria Rivera (da Liberazione di oggi)