sabato 27 agosto 2011

lo scandalo dei pannelli solari a catania















Il circolo “Olga Benario” di Rifondazione Comunista e la sezione “Concetto Marchesi” del PdCI hanno denunciato in conferenza stampa la scandalosa situazione in cui versano gli impianti solari termici in numerose strutture comunali. Il progetto “comune solarizzato” cofinanziato al 50% dal ministero dell’ambiente e dal comune di Catania, che si poneva l’obiettivo dell’utilizzo delle energie rinnovabili e alla stabilizzazione dei lavoratori dei progetti di pubblica utilità, si sia invece trasformato nell’ennesima triste occasione mancata. Un nuovo episodio in cui si fa spreco di denaro pubblico, si disperdono occasioni di lavoro, si vanifica la possibilità di migliorare l’efficienza energetica della città.
Infatti, dopo l’installazione dei pannelli solari termici in numerosi impianti sportivi (dalle piscine della Playa e di Nesima al Palagalermo, a molte altre) e in dieci asili nido della città e nonostante un protocollo del 2003 assicurasse la continuità dell’impegno, i lavoratori impegnati sono stati licenziati nel 2006 e i pannelli solari sono lasciati al degrado, privi di ogni manutenzione. Degrado testimoniato dalle fotografie degli impianti che sono state consegnate alla stampa.
Le responsabilità di questo scempio ricadono sulle spalle delle giunte Scapagnini e Stancanelli, come sempre prodighe solo di promesse e impegni mai rispettati.
Terremo alta l’attenzione dei cittadini  su questa situazione intollerabile che è metafora di com’è stata gestita questa città.

 Luca Cangemi
 segretario circolo PRC “Olga Benario”

giovedì 25 agosto 2011

gelmini irresponsabile, la scuola nel caos!

 Dichiarazione di Luca Cangemi, del coordinamento nazionale della federazione della Sinistra.

Le operazioni che riguardano il personale della scuola, a partire dalle immissioni in ruolo, si stanno svolgendo in una situazione incredibilmente caotica che rischia di compromettere l’avvio dell’anno scolastico e il futuro di migliaia di lavoratori e lavoratrici.

Dopo aver imposto regole assurde per le immissioni in ruolo per favorire l’infame campagna antimeridionale della lega, il ministro Gelmini ha rinunciato a ogni tentativo di governare la situazione. Gli uffici scolastici regionali si sono così trasformati in piccoli stati indipendenti che applicano le norme a loro piacimento. Un indicativo anticipo della prospettiva di balcanizzazione che qualcuno auspica per l’intero paese.

Questo non solo lascia nella più angosciante incertezza migliaia di lavoratori e lavoratrici, ma paralizza l’intero sistema ritardando tutte le operazioni propedeutiche all’avvio delle lezioni e rischia avere effetti nefasti per anni.

Nessuno dice, infatti, che il governo nella manovra di luglio ha posto regole molto penalizzanti per i lavoratori che si vedono annullata in seguito l’immissione di ruolo.

Considerando l’enorme contenzioso che si originerà, siamo dunque di fronte alla prospettiva non solo della guerra tra i poveri ma a una spada di Damocle che penderà sulla testa di migliaia di persone per anni. Insomma si continua a giocare in modo vergognoso con la vita di chi ha bisogno di lavorare e con il futuro dell’istruzione.

E’ ora di smetterla! Subito dimissioni dell’ irresponsabile ministro dell’istruzione! Subito garanzie per i lavoratori e le lavoratrici della scuola!

mercoledì 24 agosto 2011

verso lo sciopero generale, solidarietà con i lavoratori della scuola in lotta
















Le giuste e coraggiose proteste a Palermo dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola sono il segno di una situazione gravissima in cui si trova la scuola siciliana, e quella di tutto il mezzogiorno, dopo anni di feroci tagli agli organici. I tagli decisi dalla Gelmini e da Tremonti hanno significato la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro, la disoccupazione o l'emigrazione per lavoratori e lavoratrici che hanno anni di servizio alle spalle, la dispersione di decisive risorse intellettuali e una sostanziale destrutturazione della scuola siciliana e meridionale. Le lotte che sorgono dal mondo della scuola devono intensificarsi e collegarsi con la protesta generale che si diffonde in tutto il Paese contro le gravissime scelte economiche e sociali di un governo che non puo' piu' essere tollerato dal Paese.

Luca Cangemi
coordinamento nazionale Federazione della Sinistra

domenica 21 agosto 2011

aumenti tarsu e cittadini tartassati: ora basta!


































Ancor prima della fine delle vacanze estive, i cittadini catanesi hanno ricevuto l’ennesima “sorpresa” da parte dell’amministrazione comunale: gli avvisi di pagamento della Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani per il 2011, spediti in questi giorni con una scadenza ravvicinatissima: il 31 agosto!
A breve distanza dalla scadenza del pagamento della tassa relativa al 2010, dunque, i cittadini dovrebbero immediatamente ricominciare a pagare una tassa che continua ad aumentare, a fronte di un servizio che continua a peggiorare. Anche in caso di rateizzazione, l’ultima rata viene anticipata al prossimo febbraio, facendo già prevedere l’intenzione del Comune di riscuotere la tassa del 2012 già dalla primavera, insomma gravando i cittadini dell’importo di tre anni di TARSU nell’arco di un anno e mezzo!
Nelle scorse settimane abbiamo già denunciato come non sia stato compiuto alcun passo avanti negli obiettivi di raccolta differenziata previsti; oggi ci troviamo di fronte all’ennesima vessazione di un Comune che cerca di tappare i propri buchi di bilancio prelevando direttamente dalle tasche dei cittadini, costringendoli ad anticipare un canone per un servizio assolutamente inadeguato.
La normativa dell'Unione Europea (recepita dalla Regione Siciliana con la Legge Regionale n. 9 del 2010) prevede il 65% di differenziata entro il 2015, una soglia che il Comune di Catania non potrà raggiungere (e che non punta nemmeno a raggiungere, visto che l'ultimo capitolato d'appalto prevede un obiettivo del 38%) e che comporterà nuovi aumenti della TARSU per pagare le sanzioni dell’Unione Europea.
Dopo gli ingiustificati raddoppi della tariffa imposti negli ultimi anni, le cartelle aggiuntive di pochi mesi fa su anni ormai prescritti, con cui il Comune ha fatto cassa servendosi di accertamenti catastali spesso errati, e l’ulteriore aumento deliberato nelle scorse settimane, tale decisione dell’amministrazione di centro destra aggrava le grandi difficoltà economiche di migliaia di cittadini già alle prese con una grave crisi economica e occupazionale, imponendo loro di affrontare un’ingente spesa in tempi ravvicinatissimi.
A questa ennesima sopraffazione si aggiunga il fatto che ai cittadini catanesi viene ancora negata la restituzione di un’altra tassa illegittimamente imposta negli ultimi anni: il canone fognario e di depurazione, indebitamente riscosso dalla Sidra e riconosciuto illegittimo da una sentenza della Corte Costituzionale del 2008.
Il circolo “Città Futura” del Partito della Rifondazione Comunista/Federazione della Sinistra, che in questi anni si è sempre battuto contro gli ingiustificati aumenti, sostenendo i cittadini nella promozione di ricorsi ed azioni legali, ed ottenendo importanti risultati come il riconoscimento dell’illegittimità della tassa sui garage, riscossa dal Comune in assoluta malafede e dell’illegittimità della riscossione del canone fognario da parte della Sidra, continua il proprio impegno.
Chiediamo al Comune di Catania il rinvio di sei mesi delle date di scadenza della Tarsu, nonché alla Sidra l’immediata restituzione del maltolto ai cittadini. Su questi due obiettivi invitiamo i cittadini, l’associazionismo, le forze democratiche a costruire una diffusa mobilitazione.

Maria Merlini
segretaria circolo "città futura" PRC/FdS

sabato 20 agosto 2011

contro la manovra, appello dei giuristi promotori dei referendum per l'acqua pubblica















L'appello dei giuristi estensori dei quesiti referendari sull' acqua, che sottolinea l'incostituzionalità della manovra ferragostana del governo,in particolare sul tema delle privatizzazioni dei servizi pubblici, è un documento di grande valore; è assolutamente condivisibile la denuncia dell'oltraggio fatto alla Costituzione della Repubblica, di cui si anticipa per decreto lo stravolgimento, su questioni essenziali. Altrettanto incontestabile è la critica allo scempio che è fatto con la manovra governativa della volontà del popolo italiano che ha fornito, con il risultato referendario, un' inequivocabile indicazione contro la privatizzazione e il saccheggio dei beni comuni. Nei prossimi giorni è necessario un grande sforzo per fare conoscere i contenuti di quest'appello, per smascherare e contrastare la manovra del governo.
Luca Cangemi (ccordinamento nazionale Federazione della Sinistra)

Appello contro una manovra incostituzionale

La lettura della manovra di ferragosto e del dibattito politico che ne ha accompagnato la presentazione produce una sensazione di profonda preoccupazione in chi ha a cuore la democrazia ed i beni comuni. Impressiona in particolare la disinvoltura con cui si maneggia una materia tanto delicata e fondativa di un ordine giuridico legittimo quanto quella della gerarchia delle fonti del diritto. La manovra mette in moto una sorta di processo costituente de facto che di per sé denuncia la natura profondamente incostituzionale, a diritto vigente, della filosofia ispiratrice dell’intero provvedimento.
Al primo articolo si legge infatti che il Decreto legge è emanato “In anticipazione della riforma volta ad introdurre nella Costituzione la regola del pareggio di bilancio”. All’art. 3 si aggiunge che: “In attesa della revisione dell’art.41 della Costituzione, Comuni, Provincie, Regioni e Stato, entro un anno dalla data di entrata in vigore della Legge di conversione del presente Decreto, adeguano i rispettivi ordinamenti al principio secondo cui l’iniziativa e l’attività economica privata sono libere ed è permesso tutto quello che non è espressamente vietato dalla legge”.
L’art. 41 è uno dei perni della Costituzione economica italiana vigente. Esso sancisce che : “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.
In Italia il processo di revisione costituzionale può svolgersi soltanto ai sensi dell’art. 138 Cost. che prevede doppia votazione in ciascuna Camera ed eventuale referendum confermativo. Fino a che questa revisione costituzionale non è avvenuta, la vigente Costituzione economica italiana è quella mista, che prevede un sistema di libera iniziativa privata sottoposto tuttavia a controlli anche preventivi volti a salvaguardare l’interesse sociale e la dignità della persona e l’ambiente . Cancellare per decreto ogni potere di controllo politico sull’attività economica costituisce una violazione palese e profonda del nostro tessuto costituzionale vigente che lo sbilancia in modo ancora più evidente a favore dell’interesse privato (spesso multinazionale) ai danni di quello delle persone comuni.
A ciò si aggiunga che la nostra Costituzione struttura uno stato sovrano cui non può essere precluso da poteri esterni di qualsivoglia natura di investire sul lungo periodo, promuovendo la persona umana ed il suo sviluppo oltre a molteplici altri valori non economici (solidarietà, ambiente, paesaggio, ricerca scientifica, istruzione) anche nell’interesse delle generazioni future. Il Decreto viola inoltre la funzione costituzionale del risparmio, frutto dei sacrifici dei lavoratori, di cui all’art. 47 della Costituzione. La preconizzata costituzionalizzazione del pareggio di bilancio rende impossibile l’investimento sociale ed impone una visione aziendalistica dello Stato che la nostra costituzione non contiene in alcun modo ma che è soltanto una delle cifre di quel fallimentare modello neoliberista, ancora troppo potente anche in Europa, che non ammette di aver prodotto la profonda crisi attuale.
E’ assolutamente necessario affermare con forza che il popolo sovrano, composto nella stragrande maggioranza di quelle persone comuni ai cui danni la crisi si sta orchestrando, si è espresso appena due mesi fa nelle forme e nei modi previsti dalla Costituzione tramite i referendum in modo politicamente inequivocabile contro il modello di sviluppo neoliberista che il Decreto di ferragosto ripropone pervicacemente. In particolare, sul piano del diritto costituzionale vigente non può essere riproposta la privatizzazione liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Il clima di emergenza internazionale va verificato nella sua reale portata politica prima di affrettare manovre di pareggio dei conti in contrasto con i valori di solidarietà sociale della nostra Costituzione.
È questa, non quella dei mercati finanziari, l’indicazione politica che occorre seguire in Italia: un’indicazione inequivocabile che dopo vent’anni di neoliberismo ha affermato a maggioranza assoluta che, nel governo dei beni comuni, il privato non è sempre “la soluzione” ma molto spesso è esso stesso “il problema”. Il popolo ha fatto pervenire un’ indicazione politica chiara volta a riequilibrare il rapporto fra privato e pubblico a favore di quest’ultimo, dando immediata e piena attuazione agli artt. 41, 42 e 43 della Costituzione.
Di fronte a questo scenario sconcertante, che fa emergere una vera e propria emergenza beni comuni, rivolgiamo un appello al movimento referendario tutto affinché esso dichiari conclusa la stagione referendaria specifica, investendo di qui in poi energia e risorse (incluse quelle del rimborso elettorale) per dare finalmente voce autorevole e rappresentanza politica seria alla necessità urgente di invertire la rotta rispetto alla privatizzazione ed al saccheggio dei beni comuni.
Alle forze politiche di opposizione ed al sindacato (in particolare la CGIL) chiediamo di consultare immediatamente le loro basi su questo cruciale spartiacque facendosi successivamente paladini di una ristrutturazione seria del settore pubblico informata alla piena tutela dei beni comuni, del patrimonio pubblico, della sovranità popolare e dei valori della nostra Costituzione.
Agli amministratori infine, chiediamo di rispettare rigorosamente la Costituzione vigente, disapplicando se del caso, in ottemperanza di un preciso obbligo costituzionale di tutti i pubblici ufficiali, quelle parti del Decreto di ferragosto che più brutalmente tradiscono la volontà popolare emersa dai referendum di giugno.
Alla cittadinanza onesta e a quanti hanno accesso al sistema mediatico infine estendiamo un invito a sottoscrivere questo appello su www.siacquapubblica.it, a sostenerlo promuovendone la conoscenza e la diffusione.

I giuristi estensori dei quesiti referendari sull’ acqua bene comune: (Alberto Lucarelli, Ord. Univ Napoli, Assessore ai Beni Comuni, Napoli, già componente Commissione Ministeriale per riforma dei beni pubblici; Ugo Mattei, Ord. Univ. Torino, già vice-presidente Commisssione Ministeriale per la riforma dei beni pubblici; Luca Nivarra, Ord. Univ. Palermo, già componente Commisione Ministeriale per la riforma dei beni pubblici).
Primi firmatari:
Livio Pepino, ex-magistrato, già componente CSM; Alex Zanotelli, missionario comboniano; Giorgio Airaudo, responsabile auto, segreteria nazionale FIOM; Gabriele Polo, direttore editoriale, Il manifesto







mercoledì 17 agosto 2011

firmiamo la petizione on line per difendere il 25 aprile, il 1° maggio e il 2 giugno


FIRMIAMO LA PETIZIONE ON LINE PER DIFENDERE IL 25 APRILE E LA COSTITUZIONE

clicca su questo link e inserisci la tua firma:

SALVIAMO IL 25 APRILE, IL 1 MAGGIO E IL 2 GIUGNO

facciamo circolare la petizione attarverso fb e mailing list!!






contro la manovra neoliberista del governo, per la patrimoniale subito!






















La manovra varata dal governo Berlusconi con la Banca Centrale Europea impoverisce il paese e demolisce la democrazia.
La manovra privatizza di tutto, taglia  i servizi sociali, la sanità, i trasporti e prevede forti aumenti di ticket e tariffe.
La manovra traduce in legge la richiesta della FIAT di demolire il contratto nazionale di lavoro, aprendo la strada alla riduzione dei salari, all’attacco all’articolo 18 e alla divisione dei lavoratori; attacca in modo pesante i dipendenti pubblici e il sistema pensionistico, usando la polemica contro la casta per demolire il sistema delle autonomie locali e delle regioni.
Il governo vuole modificare la Costituzione per rendere obbligatorie le politiche neoliberiste che hanno determinato la crisi e la speculazione.
La manovra è ingiusta: non si toccano i ricchi - quel decimo di popolazione che possiede la metà della ricchezza italiana – così come non si tocca l’evasione fiscale. Pagano i soliti, la maggioranza della popolazione.
La manovra non serve contro la speculazione: per bloccare la speculazione fatta da banche e finanziarie occorre mettere regole ai mercati finanziari: impedire la vendita allo scoperto dei titoli e obbligare la Banca Centrale Europea a comprare direttamente i titoli di stato. Nulla di tutto questo è presente nella manovra.
La manovra non serve contro la crisi: con tutte quelle tasse e quei tagli si riduce il potere d’acquisto della maggioranza del popolo italiano e questo determinerà ulteriore recessione economica e licenziamenti.
La manovra serve a garantire i privilegi del 10% più ricco della popolazione, i profitti delle Banche, a lasciare mano libera ai padroni nei confronti dei lavoratori. E’ una manovra dei ricchi contro la maggioranza della popolazione che è chiamata a pagare il conto.

Occorre ribellarsi prima che sia troppo tardi proponendo una politica alternativa:
- Tagliare le spese militari e porre subito fine alla partecipazione a tutte le missioni di guerra "umanitaria"
- Impedire le opere ad impatto socio-ambientale devastante, tagliando la Tav Torino-Lione,  il Ponte sullo Stretto, il terzo valico della Milano-Genova
- Ridurre gli stipendi dei parlamentari
- Contrastare le delocalizzazioni delle imprese, obbligandole a restituire i contributi pubblici ricevuti

PARTIMONIALE SUBITO: LA CRISI LA PAGHINO LORO!!

- Tassare i grandi patrimoni e tassare chi non ha mai pagato: in Italia l'1% degli ultraricchi possiede una quota di ricchezza pari a quella detenuta dal 60% della popolazione meno abbiente. Vogliamo subito una patrimoniale sulle grandi ricchezze, la tassazione delle rendite finanziarie, dei movimenti speculativi di capitale, il contrasto vero all'evasione fiscale, facendo pagare per intero le tasse a chi ha usato lo scudo fiscale.