giovedì 31 ottobre 2013

Cartoniadi, chi ha perso? basta operazioni d'immagine, si attui la strategia "rifiuti zero" subito!






















Dopo un'inutile campagna pubblicitaria, i cui cartelloni incomprensibili oscillavano tra la promozione di un'iniziativa sportiva e l'organizzazione di una mostra di fumetti, si sono concluse le cartoniadi, ovvero una poco riuscita trovata basata sul tentativo di creare competizione tra i quartieri sulla raccolta differenziata della carta.
Non sappiamo quale area abbia "vinto", ma crediamo che abbia perso l'intera città: campagna pubblicitaria incomprensibile, nessuna iniziativa concreta di sensibilizzazione, nessun contenitore o luogo di raccolta aggiuntivo, ad esempio in luoghi pubblici. Anche nelle statistiche, si continua a perdere: la Sicilia è l'ultima regione italiana per percentuale di riciclaggio, e Catania si piazza all'ultimo posto nella classifica Ecosistema Urbano appena pubblicata.
Il circolo città futura ribadisce le proprie proposte all'amministrazione  comunale e invita a porre in atto in tempi brevi le tappe della strategia "rifiuti zero". Non serve sprecare carta per inutili operazioni d'immagine, ma un impegno concreto per ridurre costi ed impatto ambientale.

circolo città futura

no sfratti, no service tax! la casa è un diritto per tutt*!












Tante mobilitazioni contro gli sfratti oggi in tutta Italia, in particolare a Roma, in occasione della conferenza stato-regioni, e a Messina.
In tutta la Sicilia urgono immediate misure a sostegno di centinaia di persone che, improvvisamente, si ritrovano senza lavoro e, poco dopo, anche senza casa:
- Nelle grandi città, censimento comunale di tutti gli immobili vuoti o sfitti;
- Utilizzo del fondo nazionale destinato agli inquilini morosi incolpevoli previsto dall’articolo 6 del decreto IMU;
- Utilizzo di fondi europei per il riuso del patrimonio pubblico da destinare all’edilizia popolare;
- Blocco degli sgomberi e degli sfratti generalizzato!

a centrocontemporaneo "voci dal fondo del mediterraneo", di centro sperimentale keré teatri differenti







SABATO 2 novembre, in occasione della seconda giornata di Centrocontemporaneo a piazza Manganelli e dintorni, alle ore 19 e alle ore 22, presso palazzo Trigona, in via Montesano,
VOCI DAL FONDO DEL MEDITERRANEO, da un progetto-laboratorio contro il reato di clandestinità del Centro Sperimentale Kerè teatri differenti.

Con Mario Bonica, Benedetto Caldarella, Filippo Manno, Elena Rosa, Cinzia Insinga…

Installazione video di Aldo Kappadona.

Impianto scenico e costumi di Concetta Rovere.

Testi da: Randagio Clandestino e dall’omonimo volume di testi poetici degli allievi della scuola media Tomasi di Lampedusa di Gravina di Catania

Un cerchio dentro cui “galleggiano” frammenti di vita: foto, giocattoli, scarpette, lettere. Fuori dal cerchio sei figure in nero di spalle che guardano un immaginario orizzonte. Rumore d’acqua e di battelli, voci indistinte che parlano, che cantano, che tacciono (forse per sempre). Tutto lo spazio è “in fondo al mare”: si intravvedono volti o mani trasportati dalle correnti marine. Nient’altro… e i sei personaggi in nero raccontano qualcosa all’orizzonte immaginario, a una terra a cui non approderanno.

Sono in fondo al mare
Sola
Una voce mi culla.
Il mare
Non voleva farmi del male
E mi abbracciava
Era una voce di donna
Melodiosa
Dolce
Mi consolava
Ma i bambini non erano con me

mercoledì 30 ottobre 2013

sinistra, un passo oltre la palude, di Alberto Burgio






















SINISTRA
Un passo oltre la palude

Alberto Burgio - il manifesto

Tanti discorsi, tante polemiche, sempre più uguali a se stessi. Da quanto tempo? Almeno da vent'anni, il tempo della lenta agonia della sinistra italiana (e non soltanto). Ora il dibattito impazza - che novità - sulla legge elettorale, con gli ultimi proclami del sindaco di Firenze contro il proporzionale degradato a fabbrica di ammucchiate. E sulla povera Costituzione del '48, non abbastanza sfigurata e tradita. Della quale si intende abbattere il presidio procedurale, come se non fosse proprio quella la prima regola da salvaguardare, come se non incombesse il rischio di creare il più velenoso dei precedenti, che già domani altri potrebbe legittimamente invocare per la spallata definitiva.
Oppure si parla della crisi e delle sue conseguenze rovinose per milioni di individui, che sono poi le rovinose conseguenze di questa forma di società, in cui il pubblico è rigorosamente asservito al privato. Fingendo - tutti: dal presidente della Repubblica all'ultimo cronista - di ignorare che la crisi non è un'anomalia o un incidente di percorso, ma il prodotto più tipico del meccanismo che presiede alla riproduzione del modello. Nella fattispecie, del fallimento di finanziarie e banche specializzate nella speculazione sulla pelle degli ultimi e poi salvate a spese dello Stato, con la più spettacolare socializzazione delle perdite private che la storia del capitalismo ricordi. Se non ci fosse stata, la si sarebbe dovuta inventare questa crisi. Occasione preziosa per assestare alle masse degli ignari e dei subordinati l'ennesimo colpo basso e per inchiodarle alla colpa di «aver vissuto al di sopra delle loro possibilità». Di qui il lasciapassare per altri colossali saccheggi attraverso la leva fiscale, le privatizzazioni, i nuovi tagli al reddito e ai diritti sociali, l'aumento dell'orario di lavoro, l'abbattimento dei diritti e delle tutele, la riduzione dell'occupazione...
Si dice da più parti, simulando pensosa solidarietà, che mai la politica è stata tanto distante dalla vita reale, dai problemi, dalle ansie e dalle difficoltà dei più. E intanto si continua come niente fosse a sfornare minacce travestite da promesse. Ormai la "gente" non sa più che pensare, è sin troppo evidente. C'è chi ancora crede in qualche grillo parlante, che minaccia e lusinga. Chi, nauseato, ha staccato la spina. Chi magari seguita a onorare antiche appartenenze, più per omaggio al proprio super io che per convinzione. Ma è evidente, ogni giorno di più, che non c'è partita. La cosiddetta politica viaggia alla velocità di un accelerato. La crisi - che è sociale e delle istituzioni; morale e della speranza; economica e delle relazioni tra le persone - a quella di un meteorite. Non sono Cassandre quelle che ripetono che stiamo seduti su una santabarbara. È la pura verità. Di questo passo, o salta in aria l'euro o salta in aria direttamente l'Europa. E sarà l'inizio di un domino inarrestabile. E non sono Cassandre nemmeno quelle che mettono in guardia dalla marea montante dei populismi. Il ventre delle nostre società ribolle di pulsioni retrive. La politica ha rinunciato da decenni a civilizzarle. Da quando si è assegnata il compito di aprire la strada al mercato, che della civilizzazione non sa che farsene, anzi la vede come il fumo negli occhi.
Per questo servirebbe, oggi più che mai, uno scatto, un gesto che interrompesse finalmente questa litania di formule stanche e squarciasse il velo dell'ipocrisia. Non è vero che non si sappia che cosa si debba e si possa fare, che cosa milioni di persone desiderano, sentendo che si tratta dei loro diritti violati. Molti professionisti della politica - molti di quelli che si pensano in qualche misura di "sinistra", ovunque collocati - sanno ancora bene di che cosa si tratta. Come lo sapevano i loro predecessori fino a un passato tutto sommato recente, se è vero che questo paese ha saputo malgrado tutto camminare lungo una strada di sviluppo civile sino ai primi anni Ottanta. Contrastato, ma civile. Riuscendo a combattere contro poteri arcaici radicati.
Redistribuire la ricchezza, in primo luogo. Perché l'Italia è ancora molto ricca, solo sempre più ineguale e ingiusta. Tornare a programmare sviluppo, spesa produttiva e investimenti, cosa che solo il pubblico può fare all'altezza delle necessità di un paese in declino. Puntare su un grande programma di piena occupazione per la manutenzione del territorio e delle città, per il rilancio della scuola e dell'università pubblica, della sanità pubblica, dei servizi alla persona, delle infrastrutture materiali e immateriali. E per questo farla finita, una volta per tutte, con lo scandalo assoluto di un gigantesco furto perpetrato a danno del fisco da grandi evasori ed elusori che invece la politica coccola e remunera, pagando con gli interessi (quanto incide il servizio del debito sulla crescita esponenziale del debito stesso?) ciò che sarebbe dovuto in forma di imposte su grandi patrimoni, profitti e rendite. Non è vero che non si sappia tutto questo. Basta frequentare un qualsiasi gruppo, leggere qualsiasi rivista, seguire qualsiasi convegno che la sinistra promuove da anni a questa parte per toccare con mano importanti convergenze di analisi e propositi. E non è nemmeno vero che non lo si potrebbe fare, se lo si volesse. Pur in presenza dei vincoli iugulatori europei, di cui peraltro l'Italia potrebbe imporre la riscrittura. E comunque non è vero che - se ci si battesse con coerenza, a viso aperto per un programma di questo genere - nulla cambierebbe nello stagno della politica italiana. È vero il contrario. Si determinerebbe un terremoto, che spazzerebbe via nani e ballerine, sepolcri imbiancati e profeti di finti tsunami.
Quel che è mancato sinora è il coraggio. E la generosità. Ed è questa la maggiore responsabilità di chi - capopartito, capocorrente o capopopolo - potrebbe dire basta una buona volta a questo stato di cose, e muoversi senza riserve per innescare un processo che basterebbe poco a mettere in moto. Ci sono oggi dieci, forse quindici persone in Italia - inutile fare i nomi - che avrebbero, per ruolo o per virtù personali, la possibilità di produrre una rottura nella tendenza verso l'agonia del paese. Che potrebbero, insieme, trasmettere al paese il messaggio di fiducia e di determinazione di cui c'è urgente bisogno. Mettendo da parte calcoli di bottega e cure personali. E scommettendo sull'immenso patrimonio di forze, di intelligenze, di risorse morali che il popolo della sinistra italiana, oggi disperso e depresso, ancora possiede.

lunedì 28 ottobre 2013

vent'anni di Città Felice a Catania, martedì 5 novembre "e ora è festa!"
















Vent'anni di presenza femminile e amore per Catania che hanno segnato la Città con iniziative, elaborazioni, pubblicazioni, creazioni artistico-performative, nel segno del pensiero e della pratica politica delle donne e di uomini che ne hanno riconosciuta l'importanza. Presenza caratterizzata anche dal lavoro serrato in alcuni quartieri a partire dalle relazioni con le donne e gli uomini che li abitano per impedire scempi e speculazioni ma anche per sottolinearne la bellezza!

Martedì 5 novembre 2013 alle h. 17 nella prestigiosa cornice del palazzo della Cultura di Catania, (via Vittorio Emanuele 121) alla sala Conferenze del primo piano, per godere degli interventi artistici, musicali, visivi e poetici che insieme ad alcune testimonianze, narreranno la storia della Città Felice a Catania. Inoltre saranno con noi per festeggiare e darci forza, anche alcune amiche della rete delle Città Vicine provenienti da varie parti d'Italia...

dopo le h. 19 la festa continua alla CGIL (via Crociferi 40), con l'inaugurazione della mostra collettiva-itinerante: "Lampedusa porta della vita" a cura delle Città Vicine e dell'associazione "Colors Revolutions" di Lampedusa che rimarrà esposta per la durata di una settimana.
Il tema “Lampedusa porta della vita” fa riferimento ed esprime la drammaticità e la felicità di donne e uomini migranti quando in lontananza intravedono la Porta di Lampedusa quale salvezza e accesso a una nuova vita. E’ questa un’ emozione che vede partecipi anche le donne e gli uomini abitanti l’isola, in un’inter-azione di desideri, curiosità, perplessità e bellezza tra chi arriva e chi accoglie. Intrecci di relazioni e scambi che Lampedusa da sempre ha favorito grazie alla sua posizione geografica e alla sua vocazione all’ospitalità.


venerdì 25 ottobre 2013

La bimbetta bionda, i rom, e la sindrome della “razza ariana”






















di Domenico Stimolo

Da diversi giorni è impazzata in prima pagina su tutti gli organi di informazione italiani la vicenda della bimbetta bionda trovata in Grecia assieme a “genitori” rom.
Poi, ieri, su Rai tre nella trasmissione “ Chi l’ha visto”, l’apoteosi della notizia.
Non sappiamo, a meno di appropriate ricerche, come sia stata trattata la questione nei tanti e vari paesi europei…..per lasciare il resto del mondo.
Perché tanto scalpore?
L’Europa, vecchia e nuova, ha oltre 600 milioni di abitanti. Chissà quanti casi di “clamore”, politici, sociali, di cittadinanza, si succedono quotidianamente.
Eppure nei nostrani organi di informazioni per la stragrande parte tutto tace. Nel bene e nel male.
Non si parla proprio di nulla. Silenzio!
Poi, all’improvviso, tutto “esplode”.
La fonte, dalla quale poi roboticamente tutti enfaticamente si accodano, afferma che i capelli biondi ( con le treccine) della bimbetta non si addicono al popolo rom.
Poiché è ben noto che questi sono tutti “ brutti, sporchi e per lo più, nella carnagione, più ricadenti verso il colore scuro “.
Sulla “scoperta” si è innescato un enorme scalpore, un grido di fattura “manzoniana” si innalza forte verso il cielo……..”rubano i bambini”.
Scandalo, orrore!
E dagli ai Rom.
Che sia il vecchio “sonno”, ben coltivato e propagandato in quest’ultimo ventennio sotto mentite spoglie, quello della “razza ariana”, offesa, che fa sgorgare tanto clamore, e che  dalle melme più riposte, emerge, con tanta gratuita scientificità?
Può anche essere che la bimbetta non sia figlia dei genitori rom.
Ebbene, questo giustifica il cotanto rumore?
Dicono le fonti che nel mondo oltre sei milioni di bambini spariscono annualmente.
Un vero e proprio rapimento di massa, per scopi tutti  delinquenziali ed “ inconfessabili”.
Eppure, nulla si sa, da parte dei nostri organi informativi, su questo, quello, e quell’altri ancora.
Ci vorrebbe proprio un lunghissimo tempo per illustrare l’infame questione che riguarda i quattro punti cardinali del nostro mondo.
Eppure, sul “biondo” si innesca una babele.
Già, chissà perché?
Basterebbe guardare all’interno di “casa nostra” per avere vari motivi di idonea informazione.
Dall’inizio dell’anno oltre 500 minori, profughi e rifugiati, sbarcati in Sicilia, sono scomparsi dai “Centri di accoglienza”.
Sì, spariti, ufficialmente nessuno è in grado di dare notizie.
Dopo gli ultimi drammatici naufragi nel Mediterraneo, diversi bimbetti/e, scampati alla morte, si trovano nei “Centri di accoglienza” siciliani.
Si trovano nella fascia d’età tra uno e quattro anni.
A parte nelle cronache locali, nessuno ne parla.
Non hanno nome. Non riescono ad esprimersi.
Però, nessuno ne parla. Forse perché non sono “biondi”, e ben si sa che non provengono da famiglie Rom?

la disumana sanità crocettiana














"Affido a Lucia Borsellino il difficile compito di rinnovare e umanizzare la sanità, proseguendo il lavoro che ha compiuto come dirigente dell'assessorato alla Salute". Con queste parole Crocetta presentava un anno fa l'attuale assessore regionale... ed ecco, infatti, uno dei modi per "rinnovare" ed "umanizzare" la sanità siciliana: un vero e proprio atto di barbarie, che colpisce i soggetti più deboli e svantaggiati, obbligandoli a versare il proprio già scarno assegno di accompagnamento all'ASP per tentare di continuare ad essere assistiti nei centri di riabilitazione. Immaginiamo già che la risposta dell'assessorato sarà adornata di termini come "efficacia ed efficienza" e magari "trasparenza", com'è tipico del vocabolario crocettiano, ma non ci stiamo e non lasceremo sole le persone invalide e le loro famiglie nella richiesta immediata di ritiro del decreto!

Riceviamo da Rita D'Amico:
"Con mia grande sorpresa, e penso anche di molte altre famiglie, ho appreso che con decreto regionale del 2 settembre 2013 la Regione ordina che i soggetti invalidi dovranno versare il proprio assegno di accompagnamento all'ASP, per avere diritto ad essere ancora assistiti dai centri di riabilitazione, di cui mio figlio fa parte, in virtù della compartecipazione in seno alle norme per il riordino delle spese del Servizio Sanitario Regionale...Grazie assessore Borsellino, grazie presidente Crocetta, la vostra sensibilità verso chi ha già avuto la sfortuna di nascere svantaggiato è veramente lodevole...come sempre a pagare sono i soggetti più deboli... "

DECRETO 2 settembre 2013.
Compartecipazione ai costi delle prestazioni riabilitative
psico-fisiche-sensoriali in regime semiresidenziale e residenziale.

L’ASSESSORE PER LA SALUTE

Visto lo Statuto della Regione;
Visti gli articoli 8 quinquies e sexies del D.lgs n. 502/92
e s.m.i. di riordino della disciplina in materia sanitaria,
emanato a norma dell’art. 2 della legge delega n. 421/92;
Visto l’accordo attuativo del Piano previsto dall’art. 1,
comma 180, della legge 30 dicembre 2004, n. 111 ed il
Piano di rientro, di riorganizzazione, di riqualificazione,
di individuazione degli interventi per il perseguimento
dell’equilibrio economico del servizio sanitario regionale
sottoscritto dal Ministro della salute, dal Ministro dell’economia
e delle finanze e dal Presidente della Regione in
data 31 luglio 2007 successivamente approvato dalla
Giunta regionale della Regione siciliana con delibera n.
312 dell’1 agosto 2007;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri del 14 febbraio 2001, recante “Atto di indirizzo e
coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie”;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri del 29 novembre 2001, recante “Definizione dei
livelli essenziali di assistenza”;
Vista la direttiva allegata al decreto n. 1174 del 30
maggio 2008, riguardante nuove disposizioni concernenti
i “Flussi informativi” così come modificato dal D.A. del 30
settembre 2008;
Vista la legge regionale 14 aprile 2009, n. 5, recante
“Norme per il riordino del servizio sanitario regionale” ed
in particolare l’articolo 25, comma 2;
Vista la circolare n. 1266 del 2 marzo 2010, che ha
adottato il nuovo schema di convenzione tra le aziende
sanitarie provinciali e le strutture riabilitative ex art. 26,
legge n. 833/78;
Visto il decreto 4 agosto 2010, con cui sono state rideterminate
per gli anni 2010-2012 le rette dei centri di riabilitazione
ex art. 26, legge n. 833/78;
Visto il parere prot. n. 225-P del 23 ottobre 2012, con
il quale tra l’altro il Tavolo ministeriale di verifica rappresenta
che la mancata definizione della quota di compartecipazione
per i trattamenti di mantenimento/lungo assistenza
dei pazienti disabili in regime residenziale e semiresidenziale
costituisce condizione di inadempienza LEA
e richiama l’Amministrazione ad una compiuta applicazione
delle previsioni in materia di cui al D.P.CM 14 febbraio
2001;
Ritenuto doversi procedere conseguentemente alle indicazioni
ministeriali alla introduzione delle forme di compartecipazione
per i trattamenti di mantenimento/lungo
assistenza per i pazienti disabili in regime residenziale e semiresidenziale
erogati dai centri di riabilitazione;

Decreta:
Art. 1
Ai sensi di quanto previsto dalla tabella A – Prestazioni
e criteri di finanziamento allegata al DPCM 14 febbraio
2001 “Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni
socio-sanitarie” la misura della retta che le aziende
sanitarie provinciali corrisponderanno a decorrere
dalla pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana ai centri di riabilitazione
convenzionati per le prestazioni sanitarie riabilitative ex
art. 26 della legge n. 833/78 erogate in regime residenziale
e semiresidenziale è la seguente:
Tipologia di prestazione RETTA Quota a carico Quota a carico del SSR del Comune
internato 113,00 79,00 34,00
internato grave 148,00 104,00 44,00
seminternato 68,00 48,00 20,00
seminternato grave 90,00 63,00 27,00

Art. 2
La retta dovrà essere corrisposta interamente dalla
ASP al centro di riabilitazione convenzionato.
L’ASP provvederà successivamente a rivalersi nei confronti
del comune di residenza dell’assistito per il recupero
della quota a carico dell’ente locale. I soggetti invalidi
civili beneficiari di “assegno di accompagnamento” sono
tenuti alla corresponsione dell’assegno medesimo mentre
la restante parte della quota di compartecipazione rimane
a carico del comune.

Art. 3
Il presente decreto sarà inviato alla ragioneria centrale
dell’Assessorato della salute per la registrazione e successivamente
alla Gazzetta Ufficiale dell 4 ottobre 2013.