giovedì 28 febbraio 2013

piazza Lincoln e non solo: come opporsi alla privatizzazione urbana?















La vicenda di piazza Abramo Lincoln - spazio pubblico urbano di fatto privatizzato attraverso un contratto di sponsorizzazione tra il Comune di Catania e la C&G, che potrà gestire la piazza per alcuni anni, utilizzandola per eventi senza pagare canoni di suolo pubblico ed apponendo ovunque la propria pubblicità - rende necessaria una riflessione su come smascherare il progetto di svendita delle aree urbane che la giunta Stancanelli intende perseguire fino all’ultimo istante della sua disastrosa amministrazione.
I cittadini e le cittadine dovrebbero munirsi di adeguati strumenti critici per cogliere la differenza che passa tra processi di riqualificazione spontanei degli spazi urbani da parte di gruppi e associazioni e processi di privatizzazione e svendita di pezzi di città, ma spesso, di fronte al penoso degrado in cui versano piazze e parchi, si fa strada nel senso comune l’idea che una gestione privata possa almeno renderli più vivibili.
Del resto, quanto accade a Catania non è un fatto isolato, ma l’imposizione in versione locale dei cosiddetti processi di governance urbana, attraverso cui la gestione degli spazi passa dal controllo diffuso della politica democratica ad accordi tra gruppi amministrativi ed economici, e la sottrazione di ogni potere decisionale popolare viene “compensata” con l’istituzionalizzazione di forme di espressione considerate “antagoniste”: ne sono un piccolo esempio locale il concorso di “street design” per le strisce pedonali in piazza Lincoln o l'impiego di writers, già utilizzati per “coprire” le vicende del cantiere di piazza Europa.
È necessaria una riflessione collettiva sul come opporsi ai processi di privatizzazione: diffondere l’informazione sui processi in atto; costruire, più diffusamente, forme di riappropriazione collettiva delle aree urbane; ripensare, in prospettiva, modelli di democrazia partecipativa per Catania, capaci di invertire la pericolosa tendenza oligarchica della governance e di dar voce alle istanze popolari.

circolo città futura

lunedì 25 febbraio 2013

tante iniziative a marzo 2013


































marzo 2013: tante attività al circolo città futura
via Gargano 37 Catania

SABATO 2 MARZO
alle ore 17, 
NO AL BULLISMO! incontro plurale, differente e solidale contro ogni forma di violenza. promosso con la Ragna/tela contro la violenza.

DOMENICA 3 MARZO
dalle ore 10,30 alle 13, 
è GAPrimavera! MERCATINO del BIO e dell'ARTIGIANATO.
i prodotti del GAP, bio, a chilometro zero e prezzi popolari
e tante creazioni artigianali e in materiali di riciclo.

SABATO 16 MARZO
dalle ore 19, 
presentazione del libro di Luca Cangemi L'ELEFANTE E LA METROPOLI. L'India tra storia e globalizzazione. Ne discutono con l'autore: Ina Asero, Pina la Villa, Maria Rosa Profeta.

segue CENA INDIANA con tante specialità, dalla cucina punjabi a quella tamil.

alle ore 22, 
VEGAN CAKE CONTEST, la gara per la torta più golosa.

è GAPrimavera! domenica 3 marzo mercatino bio e artigianato
































DOMENICA 3 MARZO 2013, dalle 10,30 alle 13, al circolo città futura, in via Gargano 37 Catania, è GAPrimavera!

mercatino con tante creazioni artigianali, dalle saponette naturali a collane e bijoux, a divertenti creazioni di riciclo...

e naturalmente i prodotti del G.A.P.:
Ciambella di pane casereccio di semola di grano duro a € 0,60
Assortimento di verdure, ortaggi e frutta biologici di stagione
Legumi e frutta secca
Piante aromatiche
Olio extravergine d'oliva
Vino bianco e rosso
Conserve, confetture e marmellate

domenica 17 febbraio 2013

No al bullismo! sabato 2 marzo incontro plurale, differente e solidale contro ogni forma di violenza























gli atti di bullismo, tragicamente in aumento, non sono incidenti di percorso dell'adolescenza e non riguardano soltanto il contesto scolastico.
il bullismo è una delle forme in cui si manifesta la violenza sessista, trans/omofoba, razzista e specista che pervade una società sempre più in crisi.
vogliamo discuterne insieme, in un incontro plurale, differente e solidale in cui esprimere le nostre opinioni, condividere le nostre esperienze, per costruire iniziative efficaci contro ogni forma di violenza.
ci incontriamo sabato 2 marzo, alle 17, in via gargano 37, catania.

leggi la lettera contro il bullismo di una studentessa catanese

SAPERE e/è SAPORE: presentazione libro e cena veg letteraria











Sabato 23 febbraio, dalle ore 19, al circolo città futura, via Gargano 37 Catania, presentazione del libro di Dora Marchese SAPERE e/è SAPORE, capitoli di letteratura e gastronomia dal Risorgimento al Neorealismo. Ne discutono con l'autrice Chiara Platania e Dario Stazzone.

segue CENA VEG con le ricette della letteratura: dal trionfale timballo di pasta al forno dei Viceré di De Roberto alla cucina dei partigiani del Sentiero dei nidi di ragno di Calvino. un viaggio nel gusto a prezzi popolari come sempre!

lunedì 11 febbraio 2013

le iniziative di febbraio 2013


































tante iniziative a febbraio 2013, al circolo città futura,
via Gargano 37, Catania.

"In questo paese, in generale, la riflessione e la pratica del rispetto delle diversità e delle minoranze è debole, molto debole. Certo ci sono alcune eccezioni straordinarie, alcune nicchie disseminate, e a queste bisogna aggrapparsi. Mi è capitato di recente di essere invitata a presentare i miei libri a Catania,  da un circolo di Rifondazione comunista che si chiama ‘Città Futura’, dove ho incontrato persone con un senso dell’ospitalità e della solidarietà quasi commoventi. Ho scoperto che ‘Città Futura’ non è semplicemente una sezione di partito, ma una comunità nel senso più alto del termine, nella quale si pratica un comunismo che contempla l’antisessismo, l’antispecismo, il vegetarismo. Fra l’altro,  una buona parte degli iscritti e dei dirigenti di questo circolo è costituita da donne, e non manca qualche coppia gay. E queste persone  sono anche femministe, animaliste e vegetariane, se non vegane. Le due volte in cui sono stata invitata da loro a presentare prima il romanzetto, poi La Bella, la Bestia e l’Umano,  le serate si sono concluse con un momento conviviale e una cena, preparata da loro, rigorosamente vegana. Voglio dire che esistono delle enclave, con la loro sorprendente diversità e coerenza: è la dimostrazione concreta che si potrebbe praticare un altro modo di essere sinistra".
Annamaria Rivera, dal libro di Lorenzo Guadagnucci "Restiamo Animali", 2012

DOMENICA 17 FEBBRAIO
dalle 10,30 alle 13
(appuntamento successivo DOMENICA 3 MARZO)
G.A.P., gruppo di acquisto popolare città futura.

Il G.A.P. è una pratica di resistenza alla crisi attraverso il contatto diretto con i piccoli produttori locali, senza passare dalla grande distribuzione e abbassando i costi.
Il G.A.P. è una pratica di consumo consapevole, che permette di scegliere prodotti locali di qualità e biologici a prezzi popolari, perché mangiare bene non è un lusso ma un diritto.

LUNEDì 18 FEBBRAIO
alle ore 18, in collaborazione con Città Felice, incontro sul libro di Luisa Muraro "Dio è violent". intervengono: Anna Di Salvo, Giusi Milazzo, Chiara Platania, Alberto Rotondo, Dario Stazzone.

SABATO 23 FEBBRAIO
dalle ore 19, presentazione del libro di Dora Marchese SAPERE e/è SAPORE, capitoli di letteratura e gastronomia dal Risorgimento al Neorealismo.

segue CENA VEG con le ricette della letteratura: dal trionfale timballo di pasta al forno dei Viceré di De Roberto alla cucina dei partigiani del Sentiero dei nidi di ragno di Calvino. un viaggio nel gusto a prezzi popolari come sempre!

SABATO 2 MARZO
alle ore 17, incontro plurale, differente e solidale contro ogni forma di violenza,
NO AL BULLISMO!
gli atti di bullismo, tragicamente in aumento, non sono incidenti di percorso dell'adolescenza e non riguardano soltanto il contesto scolastico.
il bullismo è una delle forme in cui si manifesta la violenza sessista, trans/omofoba, razzista e specista che pervade una società sempre più in crisi.
vogliamo discuterne insieme, in un incontro plurale, differente e solidale in cui esprimere le nostre opinioni, condividere le nostre esperienze, per costruire iniziative efficaci contro ogni forma di violenza


domenica 10 febbraio 2013

“Se non lavoro non ho dignità”. In memoria di Giuseppe Burgarella























di Domenico Stimolo

Era un gran bel “pezzo” d’uomo Giuseppe Burgarella. A vedere la sua foto colpisce subito il suo volto aperto, lo sguardo fiero, limpido e sincero. Di combattente civile, pervaso dalle fatiche accumulate. Un viso “antico”, di manovratore di mani nel lavoro, guidate dall’arguzia dell’intelletto.
A scorrere l’album del tempo molti identici tratti si ravvisano in altri visi che hanno caratterizzato tanti luoghi simboli della Sicilia, e di tant’ altri siti universali. Del contadino che, sfidando l’ira padronale e dello stato, occupò le terre abbandonate ed incolte dei feudi, in tanti uccisi dalla mafia per lavare l’onta perpetrata. Dell’operaio, delle ferriere, dei cantieri, delle nuove fabbriche ( oggi sparite) che, riballatosi alla frusta del più bieco sfruttamento, si organizzarono per fare comune fronte. Dei minatori, delle miniere di zolfo ormai scomparse, che pativano a mille metri di profondità, assieme agli infanti che venivano utilizzati per infiltrassi negli anfratti più stretti e bui. Degli uomini utilizzati a costruire i nuovi palazzi, specie nelle fasi dei grandi sacchi dell’edilizia isolana; issati, sui ponteggi, a grandi altezze senza sostegni, sfidando le leggi della gravità. Gli uomini dei treni, le enormi torme dei migranti che, per sfuggire alla fame  e alla disperazione, abbandonavano famiglie ed affetti per andare in terre assai lontane. Sempre più a nord. Le donne piangevano, si strappavano i capelli, poi si rassegnavano, rinchiudendosi nel dolore di sempre.
Richiedevano tutti, pane, lavoro, diritti e libertà.
Oggi nell’isola la disoccupazione è molto alta, quasi stratosferica. I giovani, come già avvenne allora, partono di nuovo, a frotte. La povertà e le sofferenze prevalgono. Ognuno vive isolato la sofferenza e la sua fame. Le lotte, ormai poche  e disarticolate, sbattono contro un enorme muro. Sopra, assiso a gambe larghe, sghignazza l’indifferenza del riccastro e dei laidi manovratori. Se va bene, il licenziato, il disoccupato, si prende il limitato soldo dell’assistenza statale, poi scatta la totale disperazione.
Giuseppe Burgarella – muratore e marmista, fin dalla giovane età, 61 anni, di Guarrato (Trapani), disoccupato da tempo - impiccatosi alcuni giorni addietro, distrutto dal dolore d’essere “ cancellato” dalla società, impegnato nel sindacato della cgil e quindi ancor più “cosciente”, nel suo atto estremo, li rappresenta tutti.
Ha lasciato scritto: “ se non lavoro non ho più dignità”:
La dignità dell’onesto, riguardoso degli altri e degli ultimi senza confine, del lavoratore cosciente di confidare nella sua perizia e nel suo impegno, della scala dei diritti e dei doveri, rispettoso dei principi della legalità e della democrazia, dei valori della Costituzione, duramente conquistati.
Umiliato, nella sua essenza di essere umano, dalle destrezze dei rapaci che hanno fatto piombare il Paese e tanti cittadini nel tetro dell’angoscia, privandoli del minimo essenziale per la sopravvivenza.
Aveva ben chiaro il grave tradimento perpetrato a danno della Costituzione, e di tanti italiani. Dell’art. 1, in specie, ove si sancisce che “l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”.
A fianco al suo corpo, ormai represso, ha lasciato un foglio. Trascritto un lungo elenco. I nominativi dei senza speranza, privi di lavoro, sacrificatosi togliendosi la vita, negli ultimi due anni.
Il foglio era deposto dentro una copia della Costituzione.
“Vola”, messaggero di giustizia, estremo cantore di morte delle bieche diseguaglianze. Amico e compagno dei tanti che, non domi, lottano per un’Italia migliore, a sostegno delle linfe vitali.
Che la terra ti sia dolce e lieve.